Chi è Giorgio Fagotto
di Erika Cavagnis
Treviso Magazine, Luglio 2007

Giorgio Fagotto
Giorgio nasce nel 1950 a Portogruaro in provincia di Venezia, insegnante di educazione
tecnica tuttora fa il consulente aziendale e disegna in ogni momento libero, in coda in banca o nella posta o negli uffici, utilizza qualsiasi supporto cartaceo e disegna con qualsiasi matita, lapis o penna.
E’ il 16 novembre 1994 alle 3 di notte che il rimandato per quattro anni in disegno e sicuramente inibito dalla bravura del cugino e coetaneo, Toni Vianello ottimo disegnatore, sente irrefrenabile il bisogno di disegnare con un lapis verdino su di un foglio dell’album della figlia Chiara trovato sul tavolo della cucina. Il primo disegno è il volto della figlia Silvia, un guizzo, e nel foglio c’è la vita, subito dopo partecipa ad una esposizione pittorica in S.Giovanni di Portogruaro e gli viene commissionato il primo ritratto.
Iscritto alla Scuola Libera del Nudo all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, entrato casualmente nel laboratorio di incisione vede per la prima volta incidere sul rame. Chiede una lastra di rame ad una ragazza che stava incidendo e osserva il professore in atteggiamento didattico…sente il bisogno di graffiare quella lastra di rame con il punteruolo per disegnare quel l’insegnante e poi, fa vedere l’incisione a quel professore che disse “Lei è un grande…come ha fatto…sono io …sono vivo “…e chiede ad una allieva di stamparla…tutti gli allievi del terzo anno si sono avvicinati ed il professore sulla litografia a punta secca scrive “complimenti a Giorgio Fagotto per la sua prima incisione a punta secca..bravo . Accademia delle Belle Arti di Venezia – firmato prof. QUARESIMIN. Sempre, all’Accademia Fagotto ritraeva due amici del quarto anno mentre disegnavano ad olio su grandi tele…il professore di disegno chiede il quaderno dove Fagotto aveva con velocità fatto diversi ritratti in diretta e dopo aver osservato con attenzione i disegni, nel riconsegnare il raccoglitore a Fagotto affermò “… ad uno che disegna come lei…io do trenta e lode !”. Fagotto ha frequentato l’Accademia solo nove sabati …a causa della malattia di Eleonora, sua moglie.
Nel 1998 nella Banca Nazionale del Lavoro di San Donà e di Portogruaro, in occasione della maratona Telethon, una gara di solidarietà, Fagotto contribuisce con la sua arte alla causa della ricerca contro la distrofia muscolare: Giorgio realizza dei ritratti semplici e originali per tutti i sostenitori della manifestazione. Il Direttore a Canale 55 racconta: “Grazie al prof. Fagotto abbiamo raddoppiato gli incassi per Telethon”; la Vernice è presentata dal critico Luigi del Sal il quale scrive: “Giorgio ha scelto la pittura e il disegno per passione, facendone uno scopo di vita, un atto di onestà perché onesto, è il pittore che realizza dipinti segnati dall’impressionismo morbido e sfumato che si porta dentro il proprio travaglio per anni prima di presentarsi al pubblico e chiedere il suo parere, passione e poesia caratterizzano questo pittore”. Del 2000 sempre in occasione Telethon nei medesimi luoghi viene esposta l’opera sulla quale il prof.Vittorio Sgarbi scrive: “Giorgio disegna lo spirito!”. Alla mostra partecipa anche la moglie Eleonora Borghi con le sue tele ad olio molto apprezzate dal pubblico.
Il 24 novembre 2001 disegna in diretta su uno schermo gigante Anna Gasparotto, in occasione dell’ apertura della nuova Galleria d’Arte, nell’androne del Teatro Sociale di Portogruaro, dove nel ‘52 fu organizzata la prima mostra in onore di Luigi Russolo il futurista portogruarese, mentre suona l’arpa, il pubblico è entusiasta, la manifestazione dura dalle 16 alle 21 con enorme successo.
L’architetto Armando Fanzago, noto scrittore, manda una recensione circa l’arte di Fagotto e scrive: “Sbaglia tutto Fagotto a fare il Consulente Aziendale, deve fare il pittore”, il critico Alessio Alessandrini racconta: “Fagotto è un fenomeno singolare nell’ambito dell’operatività artistica portogruarese”; Luigi Doretto, direttore di Canale 55 sostiene: ” Fagotto non si pone eccessivi problemi di tematiche, le sue ispirazioni sono semplici e oneste, sono tratte dalla vita quotidiana, la gente comune è colta in atteggiamenti talvolta bonari, ironici e scanzonati, ma sempre contraddistinti da un profondo spirito introspettivo, il suo flusso di segni, per lo più con la biro, senza pentimenti, concretizzano le forme senza mai delinearle, ma proiettandole verso una loro autonomia poetica e sognata”.
Tantissime le opere e le esposizioni dal 2001 al 2007, così come i riconoscimenti e le recensioni.
Siamo sempre nel 2007, e precisamente nel febbraio di quest’anno, quando Fagotto mentre sta dipingendo al bar viene avvicinato da un signore che attratto dalla spiritualità dei lavori di Giorgio sente la voglia irrefrenabile di avvicinarlo, perché quei magnifici lavori gli ricordano un vecchio quadro del nonno lasciatogli in eredità e dimenticato in soffitta. Questa la spinta che lo spingerà a portare lo stesso nello studio di Fagotto, Giorgio scopre nel quadro – un’autografia di Luigi Russolo, anch’egli pittore portogruarese e uno dei firmatari del Manifesto del Futurismo con Marinetti, Boccioni e Carrà, è destino che la spiritualità dei volti di Fagotto abbia fatto scoprire un’opera di inestimabile valore.
Fagotto quindi da artista a divulgatore d’arte, a lui spetta il far conoscere al mondo questa grande opera titolata Un grande parco e pini, datata 1937 con firma originale, al maggio 2007 risale l’espertizzazione promossa da Fagotto e viene dichiarata dalla Prof.ssa Anna Gasparotto e dal Prof. Franco Tagliapietra autentica, è la stessa che la vedova Maria Zanovello aveva catalogato con il titolo Villino Giorgetti. Fagotto, procuratore dell’opera è felice di far conoscere quest’olio su tela, un’opera del grande maestro Russolo, primo lavoro concepito dall’artista nel periodo del classico moderno, le nuvole corrono veloci nel cielo futurista come una prua della nave che cozza contro la semplicità dell’azzurro del cielo che vince la spiritualità cosmica della natura. Fagotto lo ritiene un segno del destino, il 2007 anno del 60° anniversario della morte di Luigi Russolo, un artista che ha disegnato la velocità, il profumo, la musica, il magnetismo, l’inventore dell’intona rumori precursore della musica moderna parla con che ha fatto della velocità del suo tratto il cuore della sua arte.